Novembre/Dicembre 2018

Alla fine del Settecento il filosofo-archeologo-storico dell’arte Antoine Crisostome Quatremère de Quincy (Parigi 1755-1849) iniziava a teorizzare l’importanza del concetto di “contesto” di rinvenimento, inteso come luogo in cui si devono indagare e interpretare i segni della storia. Le sue parole scaturivano dall’intenzione di salvare le opere d’arte italiane da un destino di saccheggi cui le aveva condannate Napoleone, allora giovane comandante dell’Armata d’Italia (l’esercito francese assegnato al teatro bellico italiano durante le guerre rivoluzionarie a partire dal 1792), imponendo il trattato di Tolentino (19 febbraio 1797) a Pio VI.

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