La rivista nasce nel 1996 come mensile archeologico specializzato negli ipogei di Roma, da cui prende spunto il nome del sottotitolo “Itinerari nascosti di Roma antica”.

Intento principale del giornale, negli anni passati, è stato quello di far conoscere Roma e il mondo romano nei suoi molteplici aspetti, con il fine di consentire a un pubblico il più vasto possibile di apprezzarne il patrimonio monumentale.

In 20 anni di pubblicazione, la rivista ha approfondito argomenti che spaziano dalla riscoperta di siti e monumenti sotterranei di Roma ai saggi di storia antica, archeologia, numismatica, cultura e tradizioni popolari, ad articoli inerenti nuove scoperte archeologiche, spesso illustrate ai lettori in anteprima.

La nuova linea editoriale, inaugurata nel 2010, ha ampliato lo spettro dei contenuti, passando dall’analisi dell’archeologia di Roma a quella di tutta l’archeologia romana e preromana  in Italia e all’estero, dando avvio a un’intensa collaborazione con diverse istituzioni archeologiche impegnate nella ricerca  scientifica e nella formazione degli archeologi – dalle Università (“Sapienza” di Roma,  del Salento, di  Bologna, di Ferrara e di Messina), alle Soprintendenze (quella al Museo Nazionale Preistorico Etnografico “L. Pigorini”, quella per i Beni Archeologici del Lazio, quella per i Beni Archeologici del Friuli Venezia Giulia, quella per i Beni Archeologici dell’Emilia Romagna, quella Speciale di Roma), agli Istituti (come il DAI – Istituto Archeologico Germanico, la SAIA – Scuola Archeologica Italiana di Atene, l’ICCD – Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione, la British School at Rome, l’EFR – École française de Rome), alle  associazioni e missioni archeologiche (come quella di Iasos di Caria) – con il fine di divenire al contempo un nuovo strumento di alta divulgazione per il grande pubblico e di comunicazione, specializzata ma veloce, tra archeologi.

Come  risulta evidente leggendo la rivista, gli ultimi anni sono caratterizzati, al contempo, da una collaborazione stretta con i ricercatori più giovani – che assume, talvolta, i connotati di una vera e propria curatela dei contenuti – dando luogo in tal modo a un connubio solido e particolarmente stimolante con il giornale, la cui attenzione evidente verso i giovani professionisti dell’archeologia è confermata anche dall’annuale Premio Forma Urbis, rivolto a giovani archeologi ai cui lavori è
dedicato ogni anno il numero di ottobre.

È dunque evidente la finalità prima della rivista, quella di essere una giusta via di mezzo tra una rivista scientifica (come è evidente dai contributi opera sempre di archeologi professionisti e,  soprattutto, dall’indicizzazione in “dyabola”) e una rivista divulgativa (come emerge dalla garanzia di una diffusione
capillare in edicola), ossia un prodotto di alto e autorevole livello scientifico facilmente raggiungibile anche dai lettori occasionali.

 

NEWS

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